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Il parrucchiere futuro: cultura e artigianato

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Per un genitore la scelta del percorso scolastico del figlio, specialmente oggi, è un dilemma che coinvolge tutti. In passato la scuola superiore o l'università erano prerogative di pochi, per la maggior parte famiglie benestanti che potevano fare studiare i figli senza problemi economici.

Per i meno abbienti la scelta ricadeva su una scuola professionale o un apprendistato, che preparasse  a un lavoro artigianale o di manovalanza diretta; così era anche per il parrucchiere, che cominciava come apprendista aspirando poi nel futuro ad aprire un negozio proprio. L'obiettivo era comunque quello di cominciare già da giovani a guadagnarsi da vivere, senza pesare sulle famiglie di origine.

Negli anni Sessanta si è assistito a un maggior benessere, con un conseguente aumento della scolarità dei giovani. Spesso però le scelte non erano del tutto ragionate: da un lato le famiglie dei laureati orientavano i figli alle stesse scelte, ed anche gli artigiani, che per forza maggiore avevano iniziato a lavorare senza scolarizzazione, ambivano a vedere i figli diplomati e laureati. Così veniva interpretato l'avanzamento e il riscatto sociale: senza particolare riguardo per le reali attitudini dei figli e senza grande attenzione al tipo di formazione, chi svolgeva un lavoro manuale aspirava per i propri figli ad un lavoro intellettuale. La scelta del percorso scolastico non era quindi sempre importante, quello che contava era avere un attestato.

Proprio per questa ragione nei decenni Ottanta e Novanta si assisteva a un eccesso di giovani diplomati e laureati senza una corrispondente richiesta di mercato: avvocati, medici, commercialisti psicologi o laureati in scienze politiche con buona cultura ma senza lavoro.

La crisi dei nostri giorni ha poi aggravato ulteriormente la situazione: in assenza di una politica di orientamento agli studi universitari che siano poi effettivamente richiesti dal mercato, molti giovani laureati scoprono non solo l'opportunità economica ma anche la soddisfazione di un lavoro artigianale reinventato con il proprio bagaglio di cultura personale, creativo e indipendente.

La laurea non preclude quindi la possibilità di svolgere con nuove competenze un lavoro anche artigianale, come quello del parrucchiere, ampliando la tradizionale offerta del settore e spaziando con spirito da imprenditore anche in campi diversi, dall'e-commerce alle esposizioni d'arte, dalle pubbliche relazioni alla creazione di eventi.

Da artigiano nel settore parrucchiere sognerei di avere una nuova generazione di imprenditori-artigiani con laurea e conoscenza delle lingue e dell'informatica che possa dare maggior spessore e aprire nuove strade in questo meraviglioso mestiere.

 

Alfredo Rubertelli