rubertelli

HAIR & BEAUTY | DONNA & UOMO

Qual'è l'età più difficile per una donna?

Descrizione immagine

Faye Dunaway nei panni della terribile 

Joan Crawford nel film del 1981

Il salone del parrucchiere è un salotto dove è possibile leggere nei comportamenti delle clienti aspetti nascosti e inespressi quando si accingono ai nostri servizi.

La cliente soddisfatta del servizio esterna in modo evidente il suo stato e questo succede quando è in buona armonia con se stessa; se ha un carattere estroverso lo manifesta in modo eclatante, gratificando il parrucchiere e alimentandone la sua passione per la propria professione. In questo comportamento concorrono non solo la professionalità e la creatività di un servizio ma anche fattori esterni legati alla vita privata della cliente, a un momento particolare o semplicemente ad un carattere gioviale ed equilibrato.

Purtroppo non sempre è così. Un buon servizio non rende automaticamente soddisfatta una donna; spesso intervengono fattori esterni legati a problemi personali, insuccessi nella sua vita pubblica o privata, aspettative che esulano dalla reale possibilità di intervento del parrucchiere.

La donna problematica è inconsciamente apatica e poco coinvolta nel servizio prestato; solo al termine del lavoro manifesta una ingiustificata insoddisfazione senza evidenti motivazioni. Il parrucchiere più esperto sa interpretare questo stato d'animo e, se ha abbastanza esperienza e sensibilità, interviene durante il servizio a tamponare il malessere al suo insorgere. E' noto l'aspetto confidenziale che si instaura fra parrucchiere e cliente dopo un certo periodo di frequenza, basandosi tale rapporto su un contatto fisico diretto (la manipolazione di capelli e testa). Proprio facendo leva su questo aspetto, è possibile stimolare sulla cliente un coinvolgimento.

L'insoddisfazione che spesso registriamo è relativo spesso ad una tipologia di donna con un'età variabile fra i 40 e 50 o anche, se portati bene, 60 anni. Parliamo quindi di una donna ancora bella e attraente, curata e con molte aspettative. Si tratta anche di una donna rimasta sola, con figli grandi e spesso separata dal marito, che le ha preferito una donna più giovane. Questa donna non trova facilmente un'alternativa e si ritrova in una affannosa ricerca di un un nuovo amore. Nel perseguire questo obiettivo si impegna al mantenimento di un aspetto giovane: palestra, cure estetiche, chirurgia estetica, parrucchiere e abbigliamento spesso uguale a quello delle proprie figlie. Nonostante ciò, se non vuole restare sola, si deve adattare ad un uomo più anziano e abbandonare l'idea del coetaneo che si rivolge piuttosto alle donne più giovani.

Noi parrucchieri riceviamo le confidenze di questi insuccessi e cogliamo disagi e malumori; se siamo bravi, durante il nostro servizio di parrucchiere, possiamo far si che le insoddisfazioni, trovato sfogo nella conversazione, non pregiudichino il giudizio finale del nostro lavoro.

Il disagio della donna di questa fascia di età ha varie sfaccettature. Per alcune la valvola di sfogo è rappresenta dal lavoro e dalla carriera, al quale si dedicano nevroticamente. Altre, per non cadere in depressione, instaurano un rapporta morboso con amiche aventi le stesse caratteristiche; quando va meglio gli interessi sono di tipo culturali o a scopo benefico; diversamente l'interesse è rappresentato dallo shopping terapeutico e compulsivo, alla ricerca di quello che non sanno e di cui non hanno  bisogno. Alcune scoprono l'interesse di serate e vacanze con amici gay che compensano parzialmente un amore che non c'e.

Morale: a queste splendide signore consiglierei di rilassarsi e cercare sempre nuove amicizie sia maschili che femminili; per l’amore meglio lasciare al caso: se arriverà, meglio così, nel frattempo si può essere essere felici della bellezza della vita e amare le persone che ci circondano.

 

Alfredo Rubertelli